I FABBRICANTI DEL SORRISO

 

Bangkok – Arrivare in una metropoli come la “città degli angeli” in realtà mi ha sconvolto un po’. Dopo mesi passati in città anche grandi, come potevano essere Teheran, Nuova Delhi o Kathmandu, non sono nulla paragonate alla tecnologia ed al cemento avanzato che risiede in questa grande realtà. A Bangkok puoi trovare di tutto, ma proprio tutto. Ma non vi parlerò di questa immensa città, vi posso solo dire che il gap tra questo paese e quelli precedentemente visitati è stato vissuto da me in modo sconvolgente.

Mi scopro sempre di più ad amare realtà spartane, vivibili, e respirabili, invece che le finte comodità di una città magnifica ma al tempo stesso claustrofobica come può esserlo una qualsiasi metropoli. Sono andato a ritirare il mio amato carretto dai Terminl Cargo (tra decine di capannoni dove immagazzinano migliaia di scatole), tra mille capriole burocratiche, caldo cuocente e difficoltà di comprensione: perché pochi, anzi pochissimi parlavano un inglese stringato … ed oltre che averci messo una giornata intera, il problema è stato anche pagare per lo sdoganamento. Un vero incubo! Sono poi riuscito a far capire che non era un prodotto nuovo ma già acquistato da tempo, per far abbassare il prezzo. Per farla breve lo sdoganamento mi è costato come un biglietto aereo.

Altra faccenda burocratica da sbrigare nella “Big City” era l’estensione di altri trenta giorni di visto. All’entrata nel paese si ha diritto ad un mese gratuito di visto turistico. Da Bangkok fino al confine malesiano. Avevo calcolato poco più di mille chilometri, fattibili in un solo mese, ma per tranquillità ho preferito fare richiesta di estensione anche per godermi un po’ più in tranquillità questo paese famoso per il suo grande sorriso. L’estensione, ottenuta in una sola mezza giornata, mi è costata 1.900 Bath (circa 54 euro). L’organizzazione Thailandese è pazzesca. L’ufficio governativo è una delle strutture più estese che io abbia mai visto.

Partito da Bangkok, come sempre non avevo la più pallida idea di cosa aspettarmi, ormai chi mi segue da un po’ di tempo, sa benissimo che in realtà il mio viaggio è davvero un’improvvisazione unica. Vivere giorno per giorno, avendo giusto quelle informazioni utili per rispettare la cultura e le regole di un paese, riesce a darmi quel brivido continuo di libertà. La Thailandia è perfetta per ciclo-viaggiatori, avventurieri e turisti, le strade sono fatte bene, si trova cibo quasi ad ogni angolo, anche il più remoto.

Dopo qualche giorno di cammino finalmente trovo un compagno che non assaporavo dalla Turchia. Blu ed immenso, con il suo odore intenso, salmastro, familiare in ogni circostanza: il mare. Decido di stare sempre il più possibile vicino ad esso. Facendomi fare compagnia. Non è il classico mare cristallino, con spiagge bianchissime, però è magnifico comunque. Le spiagge sono sempre prive di quel turismo che caratterizza una qualsiasi zona balneare e si può campeggiare sempre con facilità e sicurezza. Parlo ovviamente della costa Est, lato oceano Pacifico, perché ad ovest si trova il Myanmar (Birmania), uno dei miei, per così dire “talloni d’Achille”.

Le strade si lasciano calpestare piacevolmente, fa molto caldo, ma sopportabile anche nelle ore di picco massimo, che in questa stagione raggiunge tranquillamente, senza sforzi, minimo 35 gradi. Poco importa, sono nel paese del sorriso, dove ogni uomo, donna, bambino mostra tutta la sua immensità. Vi assicuro che, a parte per quanto riguarda luoghi prettamente turistici, tutti hanno voglia di mostrare il bianco dei propri denti, in ogni situazione, loro sorridono … a te certo, ma in realtà, sembrano regalarlo soprattutto alla vita. Non vedo tutta questa povertà intorno a me in vero, ma persone ed anime che vivono e sanno vivere in modo semplice, quasi genuino. Come se non avessero bisogno di altro che cibo, sole, natura e famiglia.

 

Poi arriva la sorpresa, non è Thailandese, ma di origine bosniaca, naturalizzato trentino.

Un ciclo-viaggiatore di nome Drazen, che a suo dire, dopo aver conosciuto la mia storia, ha deciso circa 6 mesi fa di mettere in standby l’università e partire con la sua bicicletta, senza una meta precisa, senza reali vincoli e itinerari. Libero, lasciandosi alle spalle obbiettivi che possono pesare all’anima. Imparando a dormire sonni tranquilli. Mi ha colpito da subito, anche per la sua giovane età (23), ed anche perché, avendomi detto di aver trovato il coraggio di partire vedendo, per così dire, il mio viaggio, mi ha ricordato il vero motivo per cui voglio ed amo condividerlo:per lasciare qualcosa a qualcun altro, non tanto come esempio, ma come pura ispirazione forse, come una scia … come altri hanno ispirato me. Poi ognuno si deve costruire il proprio viaggio ed arredarlo, come fosse una casa no?!

 

Trovate la sua pagina Facebook a questo nome: Un viaggiatore improvvisato.

Quindi, a Cha-Am abbiamo fatto una bella chiacchierata davanti ad un paio di birre, le prime per me dopo tanto tempo, decidendo di fare un pezzo di strada insieme per quanto sia possibile farlo: lui in bicicletta ha dovuto rallentare parecchio ovviamente, ma è bello provare a condividere gioie e dolori di un pezzettino di viaggio cosi straordinario … dopo tanta solitudine la convivenza sembra una coperta calda in un momento di freddo. Ho accettato questa brevissima situazione anche per vedere cosa si prova a viaggiare per un po’ insieme ad un’altra persona, è magnifico ma anche complicato. Mi piace provare a dovermi adattare anche a questo, pur sapendo che durerà per poco.

In Thailandia fare i viaggiatori è quasi una pacchia in realtà: si passa tra parchi nazionali a belle spiagge deserte dove, come ho già detto, è bello buttare la tenda dopo una dura giornata … bisogna solo sopportare il caldo notturno, ma la luna e le stelle da qui sono bellissime e come sempre ne vale la pena.

In questa stagione si trova comunque ottima frutta a prezzi modici, un toccasana quando fa molto caldo, la frutta diventa un pasto completo per il pranzo. Soprattutto quando uno si sposta faticando. Qui si può spendere davvero poco se uno vuole, dove un riso ai frutti di mare costa di media 50 bath (1,50 euro) ed è buonissimo.

Dopo L’india io e Drazen consideriamo la Thailandia come un’oasi dopo un deserto arido e caldo.

Ci si accorge anche di luoghi particolari, che magari passando con un bus uno non può certamente notare. Vi racconto ad esempio questo aneddoto: in un giorno di marcia qualunque si sentivano persone urlare all’unisono in modo anche un po’ aggressivo… Io pensavo si trattasse di un combattimento tra boxer o roba simile. Invece io e Drazen, andando a curiosare, ci siamo accorti che si trattava sì di un combattimento, ma non tra uomini, bensì tra galli! Uno spettacolo osceno e sanguinoso. Come tutti i combattimenti del resto. Dove nella maggior parte dei casi finisce male per una delle due povere creature. Lascio a voi giudicare una situazione che a parere mio si giudica già da sola!

Un paio di altre curiosità, se vogliamo:la prima è che in Thailandia fuori, ma non solo dai centri abitati, ogni cosa vive ed è li per mangiarti. Ad esempio, le formiche: campeggiando ovunque te ne accorgi, ce ne sono di ogni tipo, dimensione e colore. Quasi tutte mordono in maniera dolorosa e aggrediscono tutto ciò che è sulla loro strada. Con un’organizzazione incredibile. Pazzesco come delle creature cosi piccole possano dare tanti problemi. Possono renderti la vita terribile, ve lo assicuro. Come le zanzare , gli scarafaggi, i serpenti ecc… wild Thai !! Un luogo che rimane ancora e comunque selvaggio e nello stesso tempo magnifico come le sue albe e tramonti che regala ogni giorno.

La seconda è che io ed il mio temporaneo compagno di “sventure” abbiamo accusato un fastidioso prurito. Io ritengo si trattasse di un principio di scabbia, ma è difficile da capire… per me il prurito al piede era quasi diventato insostenibile. L’ho curato con un po’ di permetrina che già possedevo. Del resto è normale con la vita che facciamo: sempre all’ aperto e a contatto con ogni tipo di acqua e terreno … Il bello dell’avventura!!

Ci siamo fermati qualche giorno anche a Koh Phangan, un’isola molto (troppo) turistica, per riposare un po’. Dopo di che ci siamo diretti verso la costa opposta, Krabi e le Phi Phi Islands, parecchio turistiche anche quelle zone. Però con mare stupendo da cartolina. Ma rovinate aimè da un continuo via vai di scafi pieni zeppi di turisti: fa male al cuore in realtà vedere certe immagini. Tanto che una volta nell’isola principale (Phi Phi Don) io e Drazen, abbiamo affittato una canoa e pagaiando sotto il sole come due matti, faticando come al solito, siamo andati a visitare le isole vicino, senza motori e benzina … come sempre, è stata durissima, io sono anche stato male ad un certo punto! Ma ne è valsa la pena … soprattutto vedere gli occhi increduli di Thailandesi e turisti una volta arrivati a Phi Phi La ( l’isola del film “the Beach”).

Ora ci stiamo dirigendo sempre più a sud verso la Malesia, verso l’equatore, il sole diventa sempre più caldo, ustionante, le strade sempre belle ma con tanti sali e scendi, in un sud thailandese magnifico con quella sue montagne tipiche che sembrano essere sollevate e sospese in aria. Sembra di essere perennemente in un quadro asiatico antico.
Più andiamo a sud e più il tempo si fa caldo e umido, si avvicina anche la stagione dei monsoni, ieri abbiamo già preso la prima pioggia, tipicamente equatoriale. Una doccia di almeno un’ora insomma.
Ma godendocela tutta. Con un bel sorrisone bagnato, un sorrisone thai.

Scusate se scrivo raramente i miei post, ma tengo comunque più aggiornati possibile i Social e il sito attraverso le fotografie … vi dico la verità: a volte oltre l’energia manca anche quel briciolo d’ispirazione per scrivere un post decente.

Ora verso la Malesia, sempre più a sud, sempre più vicino al deserto australiano, da qui in poi, in teoria non ci dovrebbero essere particolari problemi burocratici per i visti, ma solo per gli spostamenti dove non si può camminare: mare e oceano.

 

Sento di essere cambiato, sono più forte, sto crescendo centimetro dopo centimetro, la mia tenacia ha fame di vendetta, di sfide forse chi lo sa! Sicuramente ho una coscienza diversa del mio viaggio, a quasi un anno dalla partenza.
Sento di aver sempre più voglia di sorprese, cercando di percorrere la strada sempre più lunga e meno convenzionale.
Chissà cosa mi aspetta … Adoro non saperlo.

Sorridete sempre.

 

About the author: Mattia Miraglio

2 comments to “I FABBRICANTI DEL SORRISO”

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  1. luisella - 18 aprile 2015 at 15:43 Reply

    Ciao Mattia,
    siamo ormai al primo giro di boa… un anno è trascorso.
    ti abbiamo seguito a volta in modo spasmodico a volte più lentamente, ma sempre con un pensiero per te. Abbiamo letto i tuoi messaggi, le tue impressioni, assaporato con te le emozioni che vivevi e i luoghi che incontravi.
    Ti abbiamo perso per un breve periodo…presi da alcuni nostri problemi, ma appena abbiamo potuto ti abbiamo recuperato e di nuovo seguito.
    speriamo davvero che la serenità che traspare dalle tue foto e dai tuoi post sia per te una grande gioia…ti auguriamo ogni bene e buon primo anniversario!
    p.s. speriamo anche che l’attrezzatura da campeggio funzioni ancora tutta al meglio!

    Bordino sport – Alba

  2. Paolorana - 12 aprile 2015 at 22:12 Reply

    Evvvvai. Posti bellissimi. Goditeli. Ciao e sempre avanti.

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