ogni momento è prezioso

L’entrata in Malesia si è rivelata in salita, bagnata e con un sorprendente cambio di cultura. I templi buddisti hanno lasciato lo spazio alle moschee. Il perenne sole che ha accompagnato ogni singolo giorno il cammino si è fatto avvolgere quotidianamente e sempre verso sera, da nuvole non sempre amichevoli; facendo venire giù a volte, quasi sempre nelle ore del tardo pomeriggio, acquazzoni pazzeschi. Piacevoli ma non sempre. Sono consapevole che in questa zona del pianeta è così che funziona. Uno non può che adeguarsi, aggrappandosi ad ogni aspetto positivo di uno stato meteorologico.

Fino a Kuala Lumpur, io ed il mio compagno di viaggio improvvisato e temporaneo Drazen, siamo ancora andati di pari passo. Cercando ogni giorno un riparo dai temporali che verso sera non lasciavano quasi mai tregua; quindi abbiamo diviso camere di guesthouse a buon prezzo. Ed in due si spende meno ovviamente. Abbiamo messo da parte per un po’ la tenda, essendo  la Malesia, molto più piovosa e popolata. Sulla strada meno spazi selvaggi ed aperti rispetto al territorio Thailandese. La cosa che mi ha colpito parecchio è la sua multi – etnicità. Qui puoi capitare nel bel mezzo di un paesino ed avere l’impressione di essere tornato in India, tra spezie, incensi e persone che dormono e fanno i propri bisogni dove capita. Oppure essere catapultato il chilometro dopo nel bel mezzo della Cina! L’impressione, comunque sia, è che riescono a vivere tutti serenamente insieme. Parlando con la gente, il governo malesiano accetta senza problemi le differenze religiose, anche se la religione di stato è quella Islamica. Qui ho l’impressione che la tolleranza sia totale. Almeno per il momento. Vedo musulmani, buddisti e cristiani convivere in pace.

Il caldo e l’umidità sono impressionanti. Uno può anche star fermo, ma anche io, che solitamente sudo pochissimo, non posso evitare di gocciolare. L’umidità arriva tranquillamente ogni giorno al 95%.

Le strade dal confine, almeno quelle che ho percorso, erano parecchio trafficate, io e Drazen abbiamo respirato un bel po’ di veleno. Solo la pioggia che, fortunatamente per questo, è frequente, allevia quel bruciore che si sente nel naso ed in fondo alla gola, respirando gli scarichi tossici dei motori.

Come sempre mi trovo ad odiare tutto ciò che brucia carburante fossile. Un odio anche fisico.

I malesiani sono comunque persone cordiali ed ospitali. Un popolo anche molto tecnologico. La vita è un po’ più costosa rispetto alla Thailandia per esempio, ma basta fare attenzione. Mangiare il cibo locale e si può comunque spendere poco.

Sulla strada verso sud si attraversano tantissime città (come Alor Setar, Taiping e Ipoh passando ad ovest), alcune davvero grandi. Poi però ti accorgi che quello non era nulla confronto alla capitale: Kuala Lumpur è una vera metropoli! Grattaceli da capogiro. Centri commerciali grandi come paesi. Non sono un’amante del cemento, ma non si può non rimanere a bocca spalancata davanti a tanta tecnologia. È disarmante, capisci in fondo che l’uomo anche da quel lato, se vuole, non ha limiti. KL, cosi la chiamano, è una città che sembra fatta per lo shopping.

A Kuala Lumpur, il mio viaggio ha compiuto un anno.  31 milioni 556 mila e 926 secondi! Io posso dire di averli vissuti tutti. Uno per uno, sentendoli passare quasi fisicamente dal mio corpo. Attraverso i canali che tutti hanno: il caldo, il freddo, la stanchezza. Ma anche le emozioni: paura, gioia, libertà.

Devo essere sincero. La metà delle volte non so quello che faccio. Ho dovuto imparare tutto sulla strada. Proprio come un bambino che impara a fare i suoi primi passi. Non lo nego:  è stato magnifico arrivare fino qui con le mie forze. Ma anche dura. Qualche volte mi rendo conto di quello che sto facendo e mi domando quanto in là voglio ancora spingermi, perché ormai questo stile di vita è diventata una cosa normale per me, non vedo pazzia dentro questa scelta di vita, non vedo coraggio. Ma solo una persona in cerca di risposte che probabilmente non arriveranno mai. Una persona come le altre.

Il mio anno da viaggiatore, non è un traguardo, ma solo un numero. Credo che in un viaggio il tempo non vada contato, ma come ho detto prima, solo vissuto.

È questo lo scopo. Cercare di uscire il più possibile dagli schemi, nel modo giusto. Con coscienza di se e di ciò che ci circonda.

Tornerei a casa a volte eh . . .

“Ma ho promesse da mantenere e miglia da percorrere prima di dormire”

Cit. R.F.

Sorridete Sempre

(ve lo auguro ogni secondo dell’anno)

About the author: Mattia Miraglio

2 comments to “ogni momento è prezioso”

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  1. Alessandro - 4 luglio 2015 at 17:39 Reply

    Quanto to invidio ..naturalmente del libro che farai 1 copia la compro Io. Ciao take care

  2. Marco - 13 maggio 2015 at 15:58 Reply

    Grande Mattia belle parole che condivido parecchio.
    Ti ho iniziato ha seguire da poco e anch’io sto intraprendendo il mio viaggio,molto più breve e confortevole, in India del nord.la mia avventura indiana nell’avventura che è la vita durerà 2 mesi e mi sta insegnando molto,dandomi intense emozioni contrastanti tra cui paura,gioia,allegria,tristezza e appunto senso di libertà.
    Ti ringrazio per le parole e i video, a “breve” distanza mi hai dato una mano
    Keep on smiling!

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