UN NUOVO MONDO

Credo di non aver mai vissuto così intensamente come in queste ultime settimane. Sono arrivato ad un punto dove tutti i pensieri, le idee, i problemi, le lacrime ed i sorrisi quotidiani si sono uniti, diventando un’entità che continua ad andare avanti senza di me.
Un giorno nell’ Outback é uguale ad un mese. Ma non nel senso che il tempo non passa mai. Parlo proprio d’intensità. Più andrò avanti a raccontare e più capirete.

Un passo indietro:
A Bali in aeroporto, ho scoperto durante il check-in che il mio visto australiano non era stato accettato. Tra sudore e perplessità chiedo spiegazioni, risposta semplice: “mi spiace ma il passaporto non è presente nel sistema”. A due ore dall’imbarco non è il massimo sentirsi dire quelle parole, specialmente quando sai che quello è il tuo ultimo giorno di visto Indonesiano.
Da buon Italiano ho subito pensato: “ perfetto son spacciato, ora dovrò pagare l’overstay per i giorni in più oltre la scadenza del visto e comprare un altro biglietto.”
NO stai partendo per l’Australia. Il governo ha messo una persona che si trova vicino alla fila per il check-in pronto per offrire ogni tipo di aiuto. Vado, spiego il problema, lui fa una telefonata con il cellulare. E mi dice che la richiesta per i miei sei mesi di visto probabilmente non era stata accettata (stupido io a non chiedere prima). Ora, in realtà a me sarebbero bastati quattro mesi, tanto per non dover proprio farla di corsa, invece non sarà così!
Per farla breve ho dovuto prendere il portatile,fare il Travel Visa di tre mesi, al volo lì.
In quaranta minuti sono riuscito a fare tutto. Pazzesco, giusto in tempo per il volo. Che organizzazione!
All’arrivo, controllo passaporti, sapevano già la motivazione della mia permanenza in Australia. Avevano controllato su internet e dopo qualche domanda specifica su dove fossi diretto esattamente, se avessi contatti, ed esattamente quale strada avrei avuto intenzione di percorrere a piedi… Conclusero con :
“Good luck and all the best”.

Quindi, arrivato a Darwin, sono riuscito a raccogliere le idee e a realizzare che in meno di tre mesi, 85 giorni per sicurezza, avrei dovuto tenere la media dei 38/ 40 km giornalieri, quindi se volessi fare un paio di giornate di pausa meglio percorrere ogni giorno almeno 45 km. Più in fretta faccio meglio è. Meglio non rischiare di andare oltre il visto.
Darwin – Adelaide percorrendo tutta la Stuart Hw. Più di 3000 km tagliando a metà l’immensa e secca Australia.

La differenza tra una città come Darwin, abbastanza piccola e specialmente con un bassa densità di popolazione, mi ha lasciato un attimo sconvolto. Dopo credo almeno nove mesi di Asia, iniziata con Istanbul, cambiare mondo in un solo giorno mi ha lasciato intontito per qualche giorno. Altre due cose mi hanno destabilizzato:
L’aria: aveva un odore diverso, pulito, assenza di smog. Mi sentivo più forte e più leggero.
La seconda cosa è stata sentire in lontananza il suono della campana di una chiesa. Era parecchio tempo che non sentivo quel suono famigliare e se pur non andando mai in chiesa, mi ha fatto sentire bene.

Mi sono anche accorto di quanto sia cara l’Australia. Sarà un duro colpo per le mie finanze. Dovrò cercare di starci molto attento e mangiare tanto cibo in scatola.

LA PARTENZA

Nel primo centinaio di chilometri la strada era ancora trafficata e c’era ancora qualche paesino. Con stazioni di servizio e mini market ogni tanto.
Poi, come sempre, piano piano ti accorgi che le macchine iniziano un po’ a diminuire, come le case, le persone, le stazioni di servizio ed anche la ricezione del cellulare.
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Io comunque, anche per prova, ho caricato il carretto con 25 litri di acqua (circa 5 giorni se non mi lavo) ed una settimana di cibo, scatolette di ogni tipo: tonno, salmone, fagioli, pasta o qualcosa di simile, frutta, würstel ecc tutto in scatola. Poi un po’ di vitamine, integratori in polvere, biscotti e cose da sgranocchiare durante il cammino, la fame ti prende sempre molto spesso. Ogni istante mangeresti. Ma è sempre stato così.

Dopo il breve stop Bali, ho tenuto comunque una media abbastanza normale così da riabituare le gambe alla vita che da 16 mesi stanno facendo. La prima settimana è sempre la più dura. Tanti dolori. Sempre.
I primi giorni riesco anche a dormire in qualche “rest area” dove i camperisti si fermano per la notte. Alcune a pagamento altre no. A volte ho scelto di non fermarmi per risparmiare un po’. Anche se una buona doccia, due chiacchiere con qualcuno e cibo diverso fanno piacere. Ma di questo tornerò a parlarne. Qui, sono tutti davvero gentili. Per ogni nazione che attraverso, la costante di stupore rimane sempre la stessa:
Le persone.

Nella settimana per arrivare nella cittadina di Katherine, sono riuscito ad abituarmi alle alte temperature secche, che a volte arrivano anche a 40 gradi tranquillamente ed a quelle notturne, di circa 5 gradi.
Incomincio a vedere i primi canguri e wallaby, le mosche incominciano ad infestare le mie giornate.

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Camminando tra una natura che profuma di antico ed immutato. Sempre in tenda. Nei prossimi post vi darò qualche dato.

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Poi un giorno, lo stesso giorno in cui sarei arrivato a Katherine, vedo una macchina bianca, come quelle che si affittano qui in Australia, scende un uomo con un faccione bello sorridente: era il mio amico Mats, con il quale ho condiviso tutta l’Indonesia, che aveva portato la colazione. Sapevo che avrei potuto incontrarlo da quelle parti ma non ero sicuro.

Così come per magia mi ritrovo a poter camminare nuovamente in compagnia. Un’ottima compagnia direi! Mats è speciale. Da lui si possono imparare moltissime cose. La cosa bella è che riusciamo ad imparare l’uno dall’ altro sempre con profondo rispetto per lo spazio altrui. D’altronde siamo viaggiatori solitari.

Qui Vi lascio al prossimo post. Dove inizia la vera Australia. Fatta di momenti incredibili, di piccole gioie che in un posto come questo si amplificano in maniera incredibile.
Mi sento davvero al confine del mondo e come ogni vero viaggiatore e camminatore che si rispetti non vedo l’ora di attraversarlo.

Sorridete Sempre

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Commenti (10)

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    Dari

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    Grande Mattí quí il mio giro continua, quest’anno in bici, parlo spesso di te e del tuo viaggio quando mi è possibile, respect bro! nei prossimi anni ti raggiungo in bici! un abbraccio forte

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    luisella

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    Grande Mattia! come sempre! che costanza, che forza!!!
    vedo che la tenda regge ancora bene!
    a proposito se hai qualche necessità contattaci…faremo l’impossibile.

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      Mattia Miraglio

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      un abbraccio gigante a tutta la famiglia Bordino. si magari a fine Australia potrei aver bisogno di qualcosa.! a presto

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    Corrado Miraglio

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    Ciao Mattia, sono sempre felice di leggere i tuoi post, mi fanno viaggiare con te.
    Un abbraccio paterno…

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      Mattia Miraglio

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      Il mio Babbo che scrive sul blog merita un abbraccio di ricambio! tvb

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    giulia

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    É sempre emozionante leggere i tuoi post. Hai una forza immensa

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      Mattia Miraglio

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      Grazie Giulia! la mi forza siete voli che leggete. io condivido sempre perchè qualcuno posso leggere. quindi grazie a te

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    giorgio e margherita

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    bellissimo post, e come ti capiamo riguardo a caldo e mosche..per non parlare delle fantastiche persone…..noi l’Australia l’abbiamo fatta in van ma davvero è un altro mondo….spero solo per te che al confine fra NT e South Australia non ci siano più quelle decine di topolini che c’erano un paio di anni fa… le scatolette dovrebbero essere al sicuro ma…non si sa mai… 😉

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      Mattia Miraglio

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      Hanno disinfestato per bene direi. Nessun topo. però migliaia di mosche. sempre di più. un incubo. Un abbraccio enorme Giorgio e Margherita

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    Carla

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    Magico! Ciao Mattia!

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