Piccola parentesi per raccontarvi di un trekking in Nepal di qualche giorno, fatto pochi giorni fa.
Mi sono ritrovato in ostello qui, a Kathmandu, tra diverse tipologie di viaggiatori: tutti più unici che rari!
Ho legato anche con qualche italiano. Tra questi ci sono Marzia, Rudy e Valerio.
Marzia, viaggiatrice e blogger; Rudy, Viaggiatore per caso; Valerio, giro del mondo in moto.
Questi tre nuovi amici mi hanno proposto un breve e abbastanza semplice trekking nel parco naturale di Shivapuri Nagarjun.
Il parco, oltre ad essere magnificamente verde e non battuto turisticamente, offre un’immersione in villaggi di montagna piccoli e tipici, cascate e natura selvaggia, per non parlare poi della vista una volta arrivati a Nord.
Già dal primo villaggio ci siamo ritrovati in un’altra epoca, dove a volte la corrente elettrica va via e non torna per giorni. Siamo partiti da Sudarijal all’alba, abbiamo attraversato tutto il parco in una salita durata circa sei ore. Una volta arrivati a quota 2.500 mt si sono aperte le porte dell’ Himalaya.
Sarò sincero, mi si è spezzato il fiato, la mia bocca spalancata non riusciva più a chiudersi, la fatica scomparsa, e passo dopo passo verso Chisapani, Il villaggio dove ci saremmo fermati per la notte, mi sembrava di diventare più leggero, gli occhi brillavano.
Mi sono reso conto che finalmente stavo camminando tra i giganti. Ero lì… dove ho sempre sognato di essere… Giravo la testa a sinistra e vedevo L’Annapurna; la giravo a destra e vedevo “Lui”, cosi grande da sembrare di poterlo toccare, impassibile, famoso, desiderato e amato: l’EVEREST.
Arrivati a Chisapani, quindi su un altro pianeta in un tempo non ben definito, abbiamo mangiato, chiacchierato e giocato a carte. Sempre rigorosamente a lume di candela, la corrente lì mancava da cinque giorni. Poi ci siamo preparati, per gli spettacoli che madre natura offre quotidianamente senza chiedere nulla in cambio…
Dopo cena è bastato mettere il naso fuori per rimanere paralizzati ed incollati al cielo sopra di noi. Le stelle ci hanno subito avvolti, guardavo il viso dei miei temporanei compagni di viaggio… sembravano tornati di colpo bambini… lo sembravamo tutti, per un attimo non ho sentito il tempo passare… l’unica cosa che passava erano le stelle cadenti e le lacrime sulla mia guancia.
Lo spettacolo mattutino invece non credo di riuscirlo a descrivere: posso dire che c’era qualcosa di sacro, di immutato, vecchio come il mondo… un sogno che si avvera. Il figlio maggiore dell’Himalaya inizia ad illuminarsi, piano piano fa accendere il cielo, senza faticare tira su il sole che arancione accarezza le nostre facce emozionate. L’Everest, per me, quella mattina è sembrato l’interruttore che ha acceso il mondo.
Poi, finito lo spettacolo, abbiamo iniziato il cammino di ritorno. Sono stati solo tre giorni, ma intensi.
È stato anche bello condividere con altre persone fatica, fame e tanto freddo.
Il Nepal per me è sempre stata una meta ambita: vien voglia di prendersi una piccola e modesta casetta sulle sue spettacolari montagne, per poi girarle tutte. Tornerò poi a raccontare ancora il mio passaggio India-Nepal.
Sorridete sempre 😀
Ecco alcune fotografie scattate durante il trekking in Nepal










5 comments to “Tre giorni di Trekking in Nepal”
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Francesco - 14 Gennaio 2019 at 23:44
Ciao Mattia, complimenti e grazie!
Ho letto mille post sui trekking a Katmandu e Nepal in generale, e sei il primo che mi ispira veramente qualcosa di vero autentico senza troppe pretese! Bello, pochi giorni e intensi come piacerebbe a me.
Arrivo a Katmandu di sera, e il giorno dopo farò un giro per prenotare un trekking, tu come hai fatto? Avevi una guida? È possibile farlo anche in solitaria? Siamo io e la mia compagna. Accetto qualche consiglio grazie mille
Nepalplanet Treks - 15 Dicembre 2016 at 09:47
http://www.nepalguideinfo.com/amadablam-base-camp-cost-itinerary-2017/
Giulia - 8 Aprile 2015 at 16:25
Ciao Mattia, ho letto il tuo pezzo sui 3 giorni di trekking in Nepal. Sto pensando di andare in quella zona anche io e cercavo appunto un trekking di pochi giorni, non troppo impegnativo. Mi piacerebbe ricevere più informazioni sul giro che hai fatto tu. Grazie
Giulia
Carla - 2 Febbraio 2015 at 06:39
Ciao Mattia, felice di rivederti!
Giovanni - 31 Gennaio 2015 at 09:40
Ciao Mattia, non finiremo di ringraziarti per tutte le emozioni che ci fai provare.
Meravigliosa foto, la prima che ci proponi durante il trekking,io vedo un grande
ragazzo,vero uomo che esprime tutto il suo essere innamorato di tutto ciò che lo circonda,l’espressione del tuo viso dice tutto, ora capisco da dove nasce l’espressione sorridete sempre.
Forte abbraccio.