Ho scritto questo breve raccontino uno dei giorni in cui ho accompagnato mia mamma a fare le visite per la sua povera caviglia… Quando cadde dalla bicicletta e se la frantumò!
Non l’ha mai letto… Colgo l’occasione per farle gli auguri per la festa della Mamma così…
La foto che vedete è il solo ed unico tatuaggio che ha, è stato fatto la settimana prima che io partissi… Contate che lei i tatuaggi li odia! Ma voleva farmi un regalo perché sa che io li amo…
Ecco l’aneddoto:
Nevica ormai intensamente da almeno una settimana in montagna. Gli snowborder aspettavano con ansia una giornata come questa, limpida, senza una nuvola, ma fredda e glaciale, in modo che la neve non si bagni e rimanga fresca. È come aspettare l’onda perfetta per un surfista. Dove quando svegliarsi alle 5 del mattino diventa un piacere, ci si alza dal letto con rapidità ed elasticità, senza attendere quei secondi per riprendersi dal lungo e stordito sonno. Il sogno di ogni free-ride una giornata così… Da queste parti né arrivano poche così perfette.. Anche se siamo circondati da montagne. La programmi appena ne inizi a sentire il profumo. Sogni ancor prima che accada, la neve fresca ancora da tracciare, immacola, Santa, divina in tutta la sua bianchezza, che fa male se la guardi troppo intensamente, accecante, morbida, da mangiare e da bere, da surfare!
Invece no….
Sono qui in una sala d’attesa che non è la mia, per una visita medica che non è la mia, in una giornata iniziata non perfettamente, faticosa già dal risveglio.
Non voluta, non cercata solo quasi obbligata. Mentre dall’interno di una gialla sala d’attesa d’altri tempi penso a chi la fuori vede bianco in basso e azzurro intenso in alto.
Non è solo senso del dovere che mi spinge a soffrire in questo modo, ma anche amore, un’amore diverso da quello che si può pensare, un’amore innato non voluto ma istintivo, di quello che non può finire senza spiegazioni… Un’amore che non può essere tradito. Facendo un favore a questa persona stando attento a non farlo pesare. Ma anzi cercando di sorridere e di far sorridere… Soprattutto in un momento così … Delicato … Ma l’avrei fatto anche se tutto andava bene, indifferente. Lo si fa con quel cuore, quel l’anima e quel sentimento che è già stato ricambiato 100 volte solamente prima di nascere!
Potrei andare avanti per ore dicendo e descrivendo i motivi del mio gesto di oggi. Ma ora devo andare, devo occuparmi di lei.
Del resto le montagne sono lì per sempre… La mamma no!
Sorridi sempre Mamma
Ti amo
2 comments to “My Queen”
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Entropy - 11 Maggio 2014 at 15:51
Hai un gran bel Cuore caro Mattia ! Ti Auguro di riscoprire nel tuo prezioso Cammino tutti i tesori che già esistono nel tuo (e di tutti) vero e unico mondo : quello che abbiamo dentro … Così che ” fuori ” non vedremo altro che il nostro specchio, la Bellezza Divina che ognuno ha dentro di se’ 🙂 Grazie per ciò che fai ! Buen Camino … Namastè . Stefano
sandro - 10 Maggio 2014 at 23:27
Bravo…..sei un grande…