Mutevoli sensazioni

Il passaggio dall’entro terra turco fino alle coste del Mar Nero è stato intenso, da secco ad umido, da poco popolato a molto popolato, da giallo a verde. Ricordo di aver aspirato grandi sorsate di aria marina.

ho cercato di campeggiare il più possibile in spiaggia, ma il turismo in espansione ed i numerosi promontori me l’hanno impedito innumerevoli volte cosi ho dovuto affidarmi ad hotel si poco costosi ma parecchie volte squallidi ed anche tristi, dove il pensiero in quelle notti diventava automaticamente ovvio “era meglio dormire su una panchina in piazza” ma aimè a volte certi paesini non davano l’idea di essere molto sicuri.

quindi ho goduto della lunga passeggiata sulle coste di questo immenso lago salato, le persone mi hanno regalato meno emozioni perché ovviamente abituate a vedere moti più stranieri, anche se lo stupore sui loro volti era sempre lo stesso al mio passaggio. ho anche appurato e tastato con piede la ragione per cui viene chiamato Mar Nero.

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ho trovato buone strade, piacevoli alla passeggiata con pochi sali-scendi, con magnifici panorami e per la prima metà anche con temperature si elevate ma a mia sorpresa secche ed i giorni quindi soleggiati e piacevolmente ventilati. la seconda metà invece è stata umida e parecchio piovosa, ho anche partecipato a Trabzon ad una notte alluvionata che mi ha costretto a fermarmi un giorno, potete trovare un video sul mio canale youtube oppure qui sul mio sito ovviamente.

è pazzesco come bisogna adeguarsi alla natura in un viaggio lento, tutto diventa un “forse” e la certezza non sarà mai e poi mai vostra amica e quando ti rendi conto di questo fatto lo accetti ed inizi a sguazzarci con piacevole divertimento capendo che è proprio quello il bello, lasci scorrere tutto e giochi con le possibili alternative… diventi un inventore di situazioni… ed ogni sera andrai a dormire pensando “la vita è incredibile”.

oltrepassare il confine Turco-Georgiano è stato strano, mi sono ritrovato in una struttura moderna come fosse il terminal di un aereoporto  con centinaia di persone che passavano a piedi anche loro lasciate lì da bus turistici, navette e viaggiatori con zaino in spalla, ovviamente mai un italiano, c’era il caos nessuno che rispettava il posto di nessuno, tutti ammassati per il controllo dei passaporti ho impiegato due ore per entrare e con la mia casa camminante ed ingombrante ho fatto parecchia fatica ed ho dovuto chiedere di farmi aprire varchi pedonali speciali. Credetemi mi sono fatto grosse risate anche solo osservando tutta quella massa di gente che trasportava con carrelli qualsiasi cosa… mobiletti, tappeti, piante! una Border Line molto particolare.

In Georgia ho percepito da subito il cambiamento, con edifici abbandonati, la conformazione dei volti diversa dalle precedenti e soprattutto il credo religioso, essendo uno stato in prevalenza Cristiano le persone apparivano più scomposte, più libertine, sono passato dal velo delle donne e i pantaloni lunghi con quaranta gradi degli uomini a scollature e pantaloncini corti con tanto di tatuaggi mostrati, cosa che prima non si vedeva quasi da nessuna parte! tornato alla normalità? ad una cultura a me famigliare? direi proprio di no.

non ero ancora consapevole a cosa stessi andando incontro, Batumi si è rivelata ovviamente una città grande e commerciale, turistica e in grande crescita, dove io ho dovuto passare una settimana anche per via di una brutta influenza che non mi ha lasciato scampo.

io non mi preparo mai più di tanto per i paesi che calpesterò, amo la sorpresa e mi piace apprendere strada facendo, lingua, cultura, usanze e paesaggio, entrato in Georgia ho avuto la netta sensazione che qualcosa stava cambiando, io stavo cambiando certo, ma che anche il mio viaggio stava mutando come se avessi salito un gradino più alto del solito. ho percepito di essere davvero lontano da casa e di star per entrare davvero nel vivo della mia avventura accompagnato da un misto di forte eccitazione e infatti non mi sbagliavo.

nel prossimo post vi racconterò della Georgia, di magnifici luoghi apparentemente senza tempo, lenti come il mio camminare, tanto belli da forare occhi e cuore… quel qualcosa o quel qualcuno che ha creato questa terra dev’essere stato un grande artista ed un genio e noi tutti stiamo riuscendo deteriorarla lentamente e crudelmente quest’opera d’arte… e rendendocene anche conto il più delle volte! come hanno detto in molti ” quando si è alla ricerca di un colpevole “come sempre non c’è che da guardarsi allo specchio” io l’ho fatto è non mi è piaciuto quello che ho visto ed è anche per questo motivo che faccio quello che faccio.

sorridete sempre

About the author: Mattia Miraglio

3 comments to “Mutevoli sensazioni”

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  1. Dario Cipolla - 21 Settembre 2014 at 13:43 Reply

    Ciao Mattia,
    leggere i tuoi racconti alimenta inesorabilmente l’idea di liberta’ che tutti noi meriteremmo ma, vuoi per situazioni familiari, vuoi per mancanza di quel coraggio da sempre riposto con cura in un cassetto, liberta’ “condizionata”. Eccoci quindi a leggere le tue sensazioni di un viaggio meraviglioso cui pian piano ci stai rendendo partecipi curiosi. Piu’ volte mi sono immaginato al tuo fianco e grazie anche ai tuoi video postati la fantasia di luoghi a me sconosciuti diventa spesso realta’. Ti ringrazio tantissimo per la condivisione di questa tua meravigliosa avventura. Un abbraccio sempre con un sorriso.

  2. Alex - 17 Settembre 2014 at 16:33 Reply

    Mattia il bello arriverà proprio adesso, ti immergerai e sarai totalmente coinvolto in un contesto culturale completamente diverso dal nostro.
    Grazie per i tuoi racconti e “sorridi sempre”. 🙂

  3. Nicola - 17 Settembre 2014 at 12:25 Reply

    Grande!
    Ogni volta alla fine della lettura me lo aspetto, ma rimango lo stesso stupito dal “sorridete sempre”.
    E’ quello che cerco di fare sempre quando cammino per strada, specialmente quando incontro altre persone, sorrido!
    Buon viaggio
    Nicola

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