Desenzano del Garda – Verona
Ancora una volta parto sotto il diluvio… Da un bellissimo lago, il Garda, sembrava un mare in tempesta, minaccioso e cupo. Non sapevo se sarei arrivato fino a Verona dato la lunga distanza da percorrere, ma sapevo che avrei trovato ospitalità da numerose persone che mi hanno scritto nei giorni precedenti. Verranno poi puntualmente ringraziati tra i sostenitori appena ho tempo di dedicare loro il post.
In due giorni, non contando lo stop Vicentino odierno, ho tritato più di 90 chilometri… Un po’ perché accamparsi sulle strade italiane è complicato ed un po’ perché camminare diventa la mia meditazione prolungata quotidiana . . . Non riuscirei a farne a meno! Lascio che le gambe facciano quello che sanno fare meglio, che la mente inizi a fare quello che sa fare meglio: diventa una necessità.
Tra l’altro vengo ripagato da tutta la potenza della natura che mi sa regalare momenti davvero speciali, come per esempio, in una volta sola, acquazzoni misto grandine accompagnati da un sole spacca teste e da Arcobaleni talmente belli che vien voglia di calpestare e mangiare al tempo stesso!
Verona – Vicenza (Creazzo) è stata la tappa più lunga affrontata sino ad ora, quasi 50 km, dove i muscoli per la prima volta hanno iniziato a patire. Ma più arrivo stanco e più mi sento in pace! Ora vi scrivo da un ostello della gioventù proprio dal centro di questa bella città che mi ha regalato tanto in passato e che in questa giornata non è stata da meno.
Ringrazio oltretutto la regione Lombardia che mi sono lasciato alle spalle per la sua ospitalità, i suoi luoghi magnifici e le persone affettuose!
Sto incominciando a darmi regole ed abitudini che vi farò scoprire solo strada facendo oppure una volta finito il mio viaggio… Può anche capitare che alcune cose le tenga solo per me… Sento il bisogno di ritagliare spazi dedicati solo a me… Certi gesti o situazioni vissute rimarranno mie, custodite un po’ gelosamente… Non prendetela male…
Amo condividere, ma alcune cose vanno vissute da soli.
Sorridete sempre
3 comments to “Over The Rainbow”
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giuseppe - 4 Maggio 2014 at 21:15
Ti abbiamo incontrato a Brescia, in piazza loggia. Io mi sono subito girato, evitando il tuo viso: per l’emozione per una scelta così radicale fatta da un ragazzo. Ora voglio guardarti e dirti la mia. Viaggiare e’ la cosa piu’ bella. Incontrare il mondo è anche la ricerca di se stessi. E allora vorrei condividere delle considerazioni lette di recente. Perché tu possa aprirti ancor più all’ altro, se possibile, prima che affronti la tua ambiziosa impresa. L’ argomento è l’io froidiano come sede di profondi desideri e spinte emotive- -Ma ”IO” è pronome: sostituisce il nome. Il nostro nome rappresenta la nostra vera identità, il pronome sostituisce e in qualche modo usurpa la nostra vera identita’,c’è la nasconde, la confonde con falsi desideri e sogni ingannevoli. Allora per trovarla dobbiamo sapere distinguere ciò che appartiene a noi dall’effimero che viene dal nostro IO e ci confonde. Per riprova, con un piccolo sforzo di consapevolezza ci rediamo subito conto di quanta gioia ciò ci dia: fare chiarezza in noi. Un abbraccio amico.
loredana laras - 3 Maggio 2014 at 11:11
ciao Mattia,grazie per quello che condividi con noi,fai bene a tenere delle cose solo x te,ricordi e emozioni che tu accompagneranno x sempre…..poi se ci racconti tutto poi cosa scrivi in un tuo eventuale libro!?!? 😀 SORRIDERE SEMPRE!
darinka - 3 Maggio 2014 at 09:45
Ciao Matti/0! Io mi sto facendo l’italia a piedi, da sola e senza soldi, raccogliendo i sogni delle persone… Mandami un messaggio sulla mail, ci scambiamo i numeri e se ti va ci facciamo quattro chiacchere in cammino!