Alla ricerca del silenzio

Ad Istanbul ho ritrovato come già detto un po’ di quella normalità che ormai ho perduto chilometro dopo chilometro, passo dopo passo, ma in fondo non esiste la normalità fortunatamente… Dipende da che lato uno guarda le cose.
Istanbul mi rimarrà sempre impressa, ma come le grandi metropoli secondo me non rispecchia a pieno l’anima di un popolo, per lo meno non in un’era come la nostra!
Ripartito non sapevo cosa aspettarmi sinceramente, dovevo riprendere ritmo e far carburare mente e corpo un po’ intorpiditi dalla breve sedentarietà ricercata. Come sempre individuo sulla mappa la strada da seguire ma improvvisando giorno per giorno… Difatti non immaginavo che la via per il Mar Nero fosse così arida nella sua conformazione ma allo stesso tempo così ricca di persone generose e solari… Qui l’ospitalità è una religione.

Seguendo la D100 i primi 100 chilometri sono stati accompagnati da troppo smog palazzi e confusione, però passato quel “distretto” tutto è diventato più respirabile, diciamo dal Lago di Sapanca per poi attraversare le verdi montagne di Bolu; intanto quando non riuscivo a campeggiare tra il verde mi appoggiavo come sempre ai benzinai che mi hanno sempre dato protezione ed un posto sul cemento bollente ancora dal sole… Ma almeno sicuro e sorvegliato.

Poi il paesaggio ha iniziato a cambiare, lentamente certo, ma in modo rapidissimo per i miei standard in verità… Tutto più arido, i campi coltivati sempre più rari ed il caldo sempre più secco e pesante, di quelli che ti fanno bere un litro d’acqua al minuto… Devo dire che ho iniziato a fare un po’ di allenamento per i veri deserti che affronterò e la cosa mi piace… Mi piace il contatto con il silenzio e sentire la voce del vento che scava le rocce soffio dopo soffio, con il silenzio tutto diventa più ricco… Viene spezzato solo dai paesini trovati per strada e dal canto delle moschee nell’ora della preghiera riempiendo le vallate di magia e colori d’altri tempi. Non vedo l’ora di provare questo silenzio totalmente, mi lascerò avvolgere da queste sensazioni, faticando poi sicuramente a tornare alla realtà!

Fare la Turchia on the road e soprattutto lentamente fa diventare letteralmente matto il popolo turco, un popolo di curiosi, ti riempiono di domande anche se sanno benissimo che non capisci una parola di quello che stanno dicendo.

Nel prossimo post cercherò di raccontarvi qualche aneddoto sulla loro generosità verso il prossimo così radicata nella loro cultura, dove vi sono stati scambi di opinione, sto imparano un po’ di più cosa vuol dire Islam, cosa vuol dire essere Musulmani! E se vi state chiedendo se sto perdendo peso… Niente affatto! Qui ad ogni chilometro ricevo offerte di cibo e tanta compagnia…

Mi sto abituando davvero bene e la Turchia è già entrata nel cuore come nessuna nazione prima.

Sorridete sempre

About the author: Mattia Miraglio

5 comments to “Alla ricerca del silenzio”

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  1. Nicci Reynolds - 8 Settembre 2015 at 14:47 Reply

    Turkey felt like home to me. I only spent 2 weeks originally to stay at organic farms yet I did a more tourist route instead.

  2. Dario - 17 Agosto 2014 at 15:19 Reply

    Ciao Mattia, ho appena scoperto il tuo progetto e devo dirti che ammiro molto il coraggio che hai avuto nel mettere in atto un sogno che condivido. Continuero’ a seguirti sul tuo blog e magari mi immaginero’ al tuo fianco nei momenti in cui la mente vorra’ evadere dalla quotidianita’. Un abbraccio.
    Dario Cipolla
    Lacchiarella, (MI)

  3. Carla - 12 Agosto 2014 at 22:08 Reply

    Ci riempi il cuore! Ciao

  4. carla - 12 Agosto 2014 at 14:48 Reply

    t invidio.. nel senso buono…. stai facendo quello che io sogno da una vita… ma purtroppo donna… io vorrei andare ad adeleide in australia…. kiss… ti seguo con tanta simpatia…. kiss..

  5. maria azzarri - 12 Agosto 2014 at 14:38 Reply

    Mattia, ti ringrazio per le emozioni che riesci a inviare, i tuoi racconti sono bellissimi.

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