Come sempre i brevi incontri con le persone dei luoghi che attraverso riescono a lasciare il segno almeno quanto le bellezze del territorio che mi trovo a calpestare ad osservare con il mio lento andare. La Turchia è davvero grande, con panorami che alle volte possono spezzare il fiato, le persone sono straordinariamente singolari, i turchi sono fatti oltre che di carne ed ossa, di ospitalità e molta molta curiosità, vogliono conversare, capire, conoscere ogni dettaglio, tastare con mano perché loro toccano tutto come i bambini, a dire il vero a volte anche gli adulti sono davvero dei bambinoni con gestualità e modi di fare davvero unici e divertenti per chi li osserva, perché io è anche questo in fondo che sono un osservatore di tutto ciò che mi sta intorno, amo osservare qualsiasi cosa quasi con avidità cercando di non farmi mai sfuggire nulla, a volte vorrei avere tanti occhi quanti ne ha una mosca, due o tre nasi e una decina di orecchie in più così da poter captare tutto.
Sulla D100 la tratta che va da Istanbul a Samsun sul Mar Nero ho provato un’assaggio di deserto anche se comunque i paesi erano frequenti e quindi non dovevo portarmi dietro grosse riserve di cibo e di acqua, grazie anche alle numerose stazioni di servizio presenti sulla strada, si poteva campeggiare un po’ ovunque, ed i prezzi erano davvero bassi, in più grazie alla gente davvero molto ospitale a volte passavano giorni prima di mettere mano al portafoglio. Mi hanno offerto numerose colazione e cene così semplicemente conversando e facendomi complimenti per il mio modo di viaggiare! Quanti çay ho bevuto, quanti ne ho dovuti rifiutare anche, a volte la media era un çay ogni due chilometri, quindi a parte la fatica fisica e le poche docce mi sono quasi sempre trovato al sicuro ed in buona compagnia.
Sono stato ospite anche da un artigiano che lavorava il cuoio, ho dormito con la tenda nel giardino di questa bellissima e tipica famiglia, assai religiosa, dove sono stato coperto di vizi come cena e colazione, di domande sul mio viaggio e sul mio popolo, sul mio modo di essere, domande sulla religione, terreno scivoloso quello dove non esistono strade… Almeno per me… Quindi cercavo di rispondere ed anche di rigirare le domande. Se vi può interessare però la rigidità del credo l’ho percepita molto più forte nelle donne piuttosto che negli uomini e questo mi ha sorpreso. Ci vuole una vita per imparare una cultura come quella Islamica e per tutte le altre che mi toccherà incontrare, io intanto assaggio tutto quello che riesco, cercando di non far cadere nemmeno una briciola di ciò che mi arriva da questo viaggio. Mi hanno poi anche regalato un portamonete ed una cintura in cuoio fatta a mano… Avevo le lacrime agli occhi credetemi.
Ovviamente capita specialmente nei piccoli paese, dove per esempio si ritrovano tutti in quei çay bar a giocare a OK e a bere questo squisito tè… Giovani e anziani, non importa, OK si gioca con delle specie di carte ma fatte di plastica dura tipo fish da poker e grosse come una pedina del domino che loro sbattono l’una sull’altra con molta forza facendo un gran piacevole rumore, la cosa divertente e che io quando mi trovo a passare in mezzo a questi paesini dove non si vede mai nessuno di nuovo, tranne qualche ciclista, con il mio carretto tecnico, se non mi urlano per invitarmi a bere un çay con loro, come minimo si fermano, tutto si blocca, anche il vento, le pedine de loro gioco smettono di fare rumore, tutti hanno bocche ed occhi spalancati, gente che scuote la testa, oppure che se la ride di gusto ed in quei momenti mi sento come un astronauta o un esploratore che riesce ad avere il primo contatto con un popolo mai visto prima… Questa è la sensazione che regna dentro di me ogni giorno quando cammino tra la gente. Poi quando ho terminato il mio passaggio senti da lontano, che la vita continua a scorrere come prima,che le pedine del gioco OK continuano ad essere sbattute forte come prima l’una sull’altra e che le persone continuano i loro discorsi. È proprio così che funziona in natura no? Tutto continua sempre a scorrere ed andare avanti… Problemi, gioie, malattie, il giorno e la notte si alternano e continueranno a farlo sempre, tutto nasce e tutto muore, tutto va sempre avanti e voglio farlo anch’io.
Devo ringraziare il motore dell’umanità: i contadini perché in ogni dove sono sempre uno spettacolo, riescono a rinfrescarti con frutta e verdura colta davanti ai miei occhi ancora sulle piante… A volte ho sognato di avere un mio bel pezzo di terra e lavorarlo per bene a contatto sempre con la tua terra che ti sostiene e ti nutre. Ma in fondo io mi sento sempre in contatto con questa magnifica terra, grazie al mio modo di viaggiare, che mi regala gioie e dolori e mi fa sentire comunque sempre vivo.
Qui spezzo il post e vi racconterò la lunga camminata delle coste del Mar Nero, se il tempo me lo permetterà, un po’ più nello specifico… Le persone sono state meno socievoli per via del turismo imminente! Ma è stato ugualmente uno spettacolo.
Con la speranza di non annoiarvi mai troppo
Sorridete Sempre


6 comments to “L’arte del vivere”
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leila - 2 Giugno 2015 at 13:35
Hi dear Mattia we are waiting for you and your famili your partner for trip to Iran
now I am a guid tour and near the 1 mounth work to a travel agency in Tehran Amir and my family hope see you as soon as posible .
by with the best regard for you
AMIR LEILA MEHRDAD PARSA ALI ………
Luca - 7 Settembre 2014 at 15:46
Complimenti Matteo, leggere i tuoi post mi fa sognare di viaggiare con te
alex - 4 Settembre 2014 at 00:06
grande mattia. un abbraccio
zio franco - 31 Agosto 2014 at 15:05
ciao, Mattia, attenzto alla prossima tappa.
sono contento che stai bene. ti voglio bene.
zio Franco
Daniele - 29 Agosto 2014 at 20:01
Ripeto: sei un grande!
Daniela Brocca - 29 Agosto 2014 at 16:35
Che bello, Mattia, che tu riesca a percepire l’essenza delle persone che vivono dove passi. E che la Turchia sia stata così ospitale. C’ero stata un paio di volte tanti anni fa e anche la mia impressione era quella. Speriamo che ora sia così anche in Georgia e nei prossimi paesi, meno conosciuti. Grazie di tutto, cerco di sorridere. Daniela